Il Consiglio dei Ministri ha dato via libera alle nuove etichette dei cibi.


Le nuove etichette dei cibi dovranno riportare non solo l’origine del prodotto (attenzione non è obbligatorio per tutti i prodotti) come, gli ingredienti, la scadenza e la modalità di conservazione ma anche dichiarare lo stabilimento di lavorazione o di confezionamento; si preannuncia quindi un giro di vite verso la trasparenza a 360 gradi. Questo è quanto fa sapere il Ministro Martina in una nota sul sito del Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari.

Sara Lupi responsabile qualità della Coldiretti:

“è un elemento importante in etichetta perché può dare ai consumatori un elemento di sicurezza alimentare in quanto in Italia i controlli che vengono fatti sugli stabilimenti e le regole sulla sicurezza alimentare sono decisamente più importanti e significativi di quanto non succeda negli altri paesi d’Europa e del Mondo”

L’indicazione dello stabilimento

da informazioni  importanti al consumatore e che potrà ad esempio scegliere se potrà acquistare un prodotto a km zero o un altro sottoposto al ciclo del freddo.

 

Fra 180 giorni le vecchie etichette dei cibi andranno in pensione, un tempo di transizione questo per dare modo ai produttori di esaurire le scorte, poi scatteranno i controlli e le sanzioni.

Il Ministro Martina

in un tweet il Ministro parla di impegno mantenuto nei confronti dei consumatori e delle tante aziende che avevano sollecitato l’approvazione di questa nuova norma.

L’Italia dunque grazie

alla nuova normativa sulle etichette dei cibi è ancora una volta all’avanguardia in Europa in tema di sicurezza alimentare, ma l’obiettivo è ancora più ambizioso, l’obbligo su tutti i prodotti  di specificare luogo di origine come già fato per latte pasta e riso. Solo allora il cerchio della trasparenza alimentare potrà dirsi concluso.


Scritto da Andrea Zoli