Legambiente : “troppe bufale e inesattezze”.

In una nota vecchia ormai 24 ore l’associazione ambientalista difende l’operato del Governo riguardo il balzello che in queste ore fa infuriare gli italiani sul cent da pagare per il sacchetto di plastica compostabile al supermercato e smentisce che ci siano collusioni fra Renzi e l’AD Catia Bastioli della Novamont, l’azienda “accusata” di monopolio e di trarre interessi economici da tutta questa faccenda.
Ipotizza, sempre Legambiente, che non esista nessun regime di monopolio che favorisca la Novamont in quanto quel tipo di sacchetto è prodotto anche da altre aziende nel mondo e chiunque è libero di comprarli da chi vuole.

Ma perché? Cosa c’entra Legambiente con Matteo Renzi e cosa c’entra il PD con la Novamont? Perché una ONLUS dovrebbe prendere le difese sia di una azienda privata, la Novamont, e farci sapere quanto è brava e virtuosa, sia del Governo? Perché insistono per smentire categoricamente qualsiasi collegamento fra il segretario del PD e la Bastioli?

Che Legambiente fosse da sempre vicina al PD e alla sinistra italiana forse non è noto a tutti. Facendo qualche ricerca in rete emerge che:

·        Rossella Muroni che è la presidente uscente dal primo gennaio 2018, oggi è la coordinatrice della campagna elettorale di Liberi e Uguali.

·        Ermete Realacci, presidente di Legambiente dal 1987 al 2003 ne è tuttora presidente onorario ma è anche parlamentare in carica per il PD nella corrente degli Ecodem. Alla Camera è presidente della commissione Ambiente.

Ma andiamo per ordine:

Qual è il rapporto con Ermete Realacci

Il rapporto con Realacci passa attraverso la sua fondazione Symbola, che tra gli associati ha sia Legambiente che Azzero CO2 (AzzeroCO2 è una società di consulenza nata nel 2004 per volontà di due grandi associazioni ambientaliste italiane, Legambiente e Kyoto Club (Kyoto Club è una s.r.l. che fa attività di lobbying a favore delle fonti rinnovabili e che ha come presidente Catia Bastioli – Novamont n.d.r.)) e tra i finanziatori ha colossi dell’energia come Eni ed Enel Green Power, il gruppo Cir della famiglia De Benedetti e ovviamente la stessa Novamont.

Quindi riassumendo in breve, abbiamo una legge che ci obbliga ad acquistare i sacchetti compostabili. Tale legge getta un’ombra di interessi privati sulla Novamont che questi sacchetti li produce e li commercializza (non tutti ma in una grossa parte) ma Legambiente entra in soccorso e smentisce a nome sia di Renzi e che della stessa Novamont ogni collegamento.

Dentro Legambiente però ci sono la Kyoto Club la cui presidente è Catia Bastioli AD della Novamont.
Legambiente
inoltre è socia nella fondazione Symbola che ha tra i suoi finanziatori la Novamont e che ha per presidente lo stesso Realacci che è anche presidente alla Camera della commissione Ambiente. Inoltre la Bastioli è anche presidente di Terna e tra i finanziatori di Fondazione Symbola chi troviamo? Eni e Enel Green Power.
Tutto chiaro fin qui del perché Legambiente difende Renzi e la Novamont?

Andiamo avanti:

Chi è Gianni Silvestrini

Gianni Silvestrini è il direttore scientifico di Kyoto Club (Catia Bastioli) e membro del comitato scientifico di Fondazione Symbola. Silvestrini è stato consigliere per le fonti rinnovabili del ministero per lo Sviluppo economico, quando questo era guidato da Pier Luigi Bersani. Membro della presidenza del comitato scientifico di Legambiente fino al 2011, Silvestrini è stato anche presidente del cda di Azzero CO2 ed è proprietario al 26% di Exalto Energy & Innovation, una srl con un giro di affari di 1,1 milioni di euro (bilancio 2012) che come socio al 30% ha Innovatec spa, una società del gruppo Kinexia di Pietro Colucci, attivo nelle energie rinnovabili e quotato alla Borsa di Milano.

Ma Matteo Renzi dal canto suo è più pragmatico, lui si limita a un sempre verde (è il caso di dirlo):

“sono fake news, non è vero!” ma poi aggiunge “La storia è molto semplice nel 2017 l’Italia ha attuato una direttiva europea che tende a eliminare la plastica dai sacchetti. L’obiettivo sacrosanto è combattere l’inquinamento alla luce degli impegni che abbiamo firmato a Parigi e che rivendichiamo: noi a differenza di Trump non abbiamo cambiato idea”.“

Peccato che la direttiva 94/62/C Articolo 1 comma 2 paragrafo B dica:

“adozione di strumenti atti ad assicurare che, entro il 31 dicembre 2018, le borse di plastica in materiale leggero non siano fornite gratuitamente nei punti vendita di merci o prodotti, salvo che siano attuati altri strumenti di pari efficacia. Le borse di plastica in materiale ultraleggero possono essere escluse da tali misure.

Ma allora la verità dove sta?

Non è ancora finita. Ve la ricordate Rossella Muroni (presidente Legambiente) che adesso cura la campagna elettorale di Liberi e Uguali? Nel 2013 fondò un partito chiamato Ecogreen. Il partito venne presentato il 28 giugno dello stesso anno nelle sale del Maxxi (presidente Giovanna Melandri PD) a Roma dai firmatari che sono: Alessandra Bailo Modesti, Assunta Maria Brachetta (collegio dei garanti di Legambiente), Ilaria Catastini, Roberto Coizet, Pietro Colucci (Kinexia), Roberto Della Seta (poi Green Italia), Francesco Ferrante (poi Green Italia), Francesco Fiore, Monica Frassoni (poi Green Italia), Giuseppe Gamba, Stefano Leoni, Rossella Muroni (poi presidente Legambiente), Raimondo Orsini, Fabio Renzi, Edo Ronchi (ministro dell’ambiente durante il governo Prodi e rinominato da D’Alema) e Edoardo Zanchini.

Ma su Legambiente c’è dell’altro

La ONLUS è passata a gettar fronde nella nuova formazione politica Green Italia, ma Green Italia esattamente cos’è? E’ stata una lista elettorale italiana costituita in occasione delle elezioni europee del 2014 da formazioni marcatamente ambientaliste sulle ceneri di Ecogreen (vedi elenco sopra).

Inizialmente esclusa per non aver raccolto le 30 000 firme necessarie per la candidatura in ciascuna delle cinque circoscrizioni italiane, la lista è stata successivamente riammessa alla competizione elettorale a seguito di provvedimento della Corte di cassazione che ha riconosciuto l’esenzione dall’obbligo di raccolta delle firme in quanto la lista è espressione del Partito Verde Europeo già presente nel Parlamento europeo (non vi ricorda il caso Tabacci/Bonino di qualche giorno fa?).

Molti dei membri della direzione di Green Italia (ex Ecogreen) sono infatti dirigenti di Legambiente o hanno incarichi nelle società partecipate da Legambiente. Eccone qualcuno:

·        il vice presidente del Kyoto Club ed ex PD Francesco Ferrante,

·        l’ex deputato del PD Roberto della Seta,

·        il presidente di Azzero CO2 Giuseppe Gamba,

·        l’ex esponente di Fli Fabio Granata,

·        il direttore tecnico di Azzero CO2 Annalisa Corrado e

·        Fabio Renzi, che è anche segretario generale di fondazione Symbola, giusto per chiudere il cerchio che riconduce a Realacci.

Adesso vi è più chiaro del perché Legambiente difende Renzi, la Novamont il governo?

Agata Christie diceva: “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. 


Scritto da Andrea Zoli

Fonti:

http://www.ecoblog.it/post/71201/nasce-ecogreen-nuovo-partito-ambientalista-fondato-da-ex-politici

http://greenitalia.org/tag/verdi-europei/

https://it.wikipedia.org/wiki/Verdi_Europei_-_Green_Italia

https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/10/legambiente-una-lobby-economico-politica-laccusa-degli-altri-ambientalisti/1003687/

https://www.kyotoclub.org/chi-siamo/attivita

https://www.azzeroco2.it/profilo

https://it.wikipedia.org/wiki/Ermete_Realacci